Settore birrario in Sardegna: crescono imprese e consumi
Secondo l’Ufficio Studi di Confartigianato Sardegna, nell’Isola a fine 2025 erano presenti 45 aziende brassicole, nove in più rispetto al 2021, per un totale di circa 300 addetti.
CAGLIARI | 22 agosto 2026. Il settore della birra in Sardegna cresce, sia sul fronte imprenditoriale sia su quello dei consumi. Secondo i dati elaborati dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Sardegna su fonte UnionCamere-Infocamere 2026, alla fine del 2025 le aziende brassicole censite nell’Isola erano 45, di cui 20 artigianali: nove in più rispetto al 2021, tre delle quali artigiane.
L’occupazione diretta stimata dallo studio è di circa 300 addetti. A questi si aggiungono altri 400 posti di lavoro nell’indotto – agricoltura, logistica, horeca, packaging e consulenza – per un totale di circa 800 persone impiegate nella filiera.
Sul fronte dei consumi, l’indagine stima che oltre 750mila sardi abbiano bevuto, raramente, stagionalmente o tutti i giorni, birra, spendendo più di 70 milioni di euro l’anno per l’acquisto, pari a circa 90 euro a famiglia.
La produzione regionale si attesta intorno ai 4 milioni di litri. A livello nazionale raggiunge i 17 milioni di ettolitri, a fronte di un consumo di 21,1 milioni di ettolitri. In Italia i birrifici attivi sono complessivamente 802, di cui 313 artigianali. Nella classifica regionale la Lombardia guida con 110 birrifici, mentre tra quelli esclusivamente artigianali il primato spetta al Piemonte con 34 realtà; la Sardegna occupa il settimo posto.
Per Giacomo Meloni, presidente di Confartigianato Sardegna «i numeri raccontano con chiarezza una realtà che negli ultimi anni ha saputo crescere con costanza: la birra artigianale sarda è diventata un’eccellenza produttiva capace di coniugare qualità, innovazione, identità territoriale e capacità imprenditoriale. L’aumento dei birrifici presenti nell’Isola, la crescita delle imprese artigiane e il continuo interesse dei consumatori dimostrano come questo comparto rappresenti oggi uno dei settori più dinamici dell’agroalimentare regionale».
Lo sviluppo della coltivazione dell’orzo da birra e l’impiego di ingredienti come mirto, miele, agrumi e cereali dell’Isola testimoniano poi la volontà dei maestri birrai sardi di costruire prodotti autentici, fortemente legati al territorio e capaci di raccontarne storia, tradizioni e biodiversità.
«Dietro ogni birra artigianale c’è il lavoro di imprenditori che investono ogni giorno in ricerca, sperimentazione e valorizzazione delle materie prime locali – sottolinea Meloni –. Le imprese artigiane del settore non producono soltanto una bevanda di qualità, ma generano occupazione, sostengono l’economia locale e alimentano un’importante filiera che coinvolge agricoltura, trasformazione alimentare, logistica, packaging, ristorazione, commercio e turismo. Ogni nuovo birrificio rappresenta un investimento sul territorio e contribuisce a creare valore diffuso nelle comunità locali», conclude il Presidente di Confartigianato Sardegna.
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