• 23 Agosto 2026
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Osservazione del territorio: la Regione Sardegna investe 12 milioni di euro per droni e servizi satellitari

Drone
Per il biennio 2027-2028 stanziati dalla Regione 7 milioni di euro per il programma UAS e 5 milioni per l’acquisizione di servizi satellitari. Protezione civile e Corpo Forestale puntano su un sistema tecnologico all’avanguardia.

CAGLIARI | 23 agosto 2026. La Regione Sardegna investe 12 milioni di euro nel biennio 2027-2028 per costruire una nuova capacità di osservazione, monitoraggio e analisi dei rischi, basata sull’integrazione di sistemi aeromobili a pilotaggio remoto (droni), osservazione satellitare del territorio ed elaborazione avanzata dei dati. Delle risorse stanziate, 7 milioni di euro sono destinati al Programma regionale UAS, mentre i restanti 5 milioni finanzieranno l’acquisizione di servizi satellitari.

Il programma sui droni porta a sistema l’esperienza maturata negli ultimi anni dalla Direzione generale della Protezione civile e dal Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale (CFVA) ampliando le possibilità di utilizzo delle tecnologie UAS. Gli impieghi previsti spaziano dalla sorveglianza e dall’avvistamento degli incendi al supporto alle operazioni di spegnimento, dalla ricerca e soccorso di persone disperse al monitoraggio del rischio idrogeologico e idrico, del patrimonio forestale, delle coste e dell’inquinamento marino, fino al controllo dei rischi industriali e ambientali, alla mappatura delle aree a pericolo e al supporto alle comunicazioni in emergenza.

Le dotazioni potranno essere utilizzate dalla Protezione civile regionale per le attività di previsione, prevenzione, soccorso e gestione delle emergenze, e in modo coordinato anche a supporto delle funzioni di sorveglianza e vigilanza ambientale del Corpo Forestale.

Ai droni si affiancherà una rete di servizi satellitari di osservazione della Terra, acquisiti come servizio esterno e integrati in una piattaforma regionale dedicata all’elaborazione e all’analisi predittiva dei dati. Le applicazioni previste hanno carattere trasversale: protezione civile, tutela dell’ambiente, agricoltura, infrastrutture e vigilanza ambientale potranno utilizzare dati radar e ottici e prodotti ad alta risoluzione per il monitoraggio di incendi, rischio idrogeologico, risorse idriche, coste, vegetazione e trasformazioni del territorio.

L’assessora regionale all’Ambiente Rosanna Laconi ha commentato l’iniziativa sottolineando che l’obiettivo non è la tecnologia in sé, ma «ciò che la tecnologia permette di conoscere prima e ciò che consente agli operatori di decidere meglio e più rapidamente». Un incendio individuato in anticipo, ha aggiunto, o una criticità idrogeologica letta con maggiore precisione, così come una persona dispersa localizzata più rapidamente, «possono cambiare radicalmente l’esito di un intervento. Droni, satelliti e sistemi informativi – ha concluso Laconi –, devono diventare parte di un unico «ecosistema della conoscenza», perché prevenire significa «innanzitutto conoscere il territorio e riconoscere tempestivamente segnali di rischio».

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