• 6 Dicembre 2022
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Indennizzi siccità 2017, Coldiretti Sardegna: «17mila volte vergogna»

assemblea coldiretti cagliari
L’Organizzazione agricola resta basita davanti all’assurdità dei commenti emersi dopo la presentazione del report in Commissione Attività Produttive: «Non si capisce come si possa esprimere soddisfazione su risultati che vanno a respingere 17.254 pratiche su 22.603».

«Non ci sono altre parole per commentare la disfatta della pubblica amministrazione che l’assessora regionale all’Agricoltura liquida con pacche sulle spalle e complimenti per il tempo e lavoro sprecati in sfregio agli agricoltori che rischiano di chiudere le proprie aziende e dei sardi che pagano la pubblica amministrazione per bocciare 3 domande su 4».

È il commento di Coldiretti Sardegna dopo l’audizione di martedì scorso delle Agenzie Argea e Laore in Commissione Attività Produttive in cui è stato presentato il report sulle domande della siccità 2017 dopo l’assemblea con mille agricoltori dell’Organizzazione agricola lunedì a Cagliari.

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«Non si capisce come si possa esprimere soddisfazione su risultati che vanno a respingere 17.254 pratiche su 22.603 – si legge nella nota Coldiretti –, con una spesa di appena 14 milioni sui 38 previsti nel 2017, quando la stessa amministrazione pubblica decretava nella relazione tecnica di ARGEA Sardegna citata nella delibera 56/29 del 20/12/2017, danni subiti dalle aziende in tutto il territorio regionale variabili tra il 70 per cento per colture in asciutto al 40 per cento delle irrigue.

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Non capiamo come si possa essere soddisfatti che, l’amministrazione pubblica produca bandi per indennizzare aziende colpite da calamità naturali riconosciute dalla stessa amministrazione, senza che gli indennizzi vengano erogati. Ci domandiamo quali costi ha sostenuto il sistema della burocrazia sarda per ottenere tali risultati, nonostante fosse consapevole dei danni subiti dalle aziende agricole».

E ancora la Coldiretti si domanda: «Un procedimento amministrativo può essere tenuto aperto per 5 anni, consentendo tra l’altro la scadenza del provvedimento comunitario sulla siccità, senza che nessuno si domandi, visti i risultati, che cosa fare degli imponenti residui finanziari che ammontano circa a 25 milioni di euro, che sostano tra le casse di Argea e Laore inutilizzati? L’assessore poteva chiedere la chiusura del procedimento in modo tale da rimettere in circolo 25 milioni di euro destinati alle imprese agricole attraverso la realizzazione di un nuovo bando  (meno cavilloso) per gli agricoltori?

Così come riportato nel bando la domanda doveva essere completata e firmata presso gli uffici territoriali di Laore su modelli già predisposti dall’amministrazione pubblica: allora come è possibile che gli uffici non abbiano supportato le imprese agricole che si sono presentate evitando di fare gli errori relativi alla presentazione di interventi duplicati, o di domande irricevibili? Perché, se si sono presentati gli agricoltori negli uffici LAORE, ci sono così tante domande irricevibili che hanno generato lavoro a vuoto delle agenzie?

Se la legge 22 del 2020, imponeva il riesame, in regime di de minimis, di tutte le pratiche che non rientravano nei parametri previsti dal regolamento sulla siccità, come mai non sono state trasferite a Laore le oltre 6000 domande ritenute inizialmente non ammissibili?»

«Sulle domande ritenute irricevibili, a causa di errate protocollazioni da parte dell’amministrazione pubblica – si spiega nella nota –, Coldiretti per conto dei propri associati, ha ritrasmesso circa 500 domande iniziali che risultavano ad Argea, mai pervenute. Tantissimi altri sono in questa situazione dovuta, come indicato da una nota di Laore (16751/20 del 30/06/2020), alla mancata trasmissione da parte di Argea di “eventuali istanze non reperibili nel protocollo Argea e quindi non trasmesse a Laore”. In sostanza ammettono la presenza di imprecisioni nella protocollazione Argea.

Pertanto, si chiede ancora Coldiretti, «di chi sono le responsabilità se l’amministrazione pubblica ha perso le domande iniziali? Argea ha fatto la stessa attività di Laore di ricognizione delle oltre 3100 domande non ricevibili per mancate protocollazioni con le Associazioni di categoria? È normale che 22.603 imprenditori agricoli presentino per il 75% domande di indennizzo sbagliate nonostante l’assistenza al completamento della domanda di Laore?».

«Ci saremmo aspettati – concludono presidente e direttore di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu e Luca Saba – che l’assessore all’agricoltura nel suo incarico potesse rappresentare gli interessi degli agricoltori sardi e non di un’amministrazione pubblica che lascia per 5 anni che importantissimi residui pari a 25 milioni di euro non vengano reimmessi immediatamente in un tessuto produttivo molto sofferente».

In copertina: l’assemblea Coldiretti riunita a Cagliari

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