• 8 Dicembre 2022
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Li Gioi (M5s): «I medici in “affitto” al Pronto Soccorso di Tempio non hanno alleggerito il lavoro in quello di Olbia»

Pronto soccorso Ospedale di Tempio
I neoassunti in servizio al “Dettori” possono trattare solo pazienti in codice bianco e verde. I gialli e i rossi vergono dirottati al P.S. Giovanni Paolo II, dove ogni giorno si gestiscono in media 180 accessi.

«Al Pronto Soccorso dell’ospedale di Tempio, durante il turno notturno, i medici cosiddetti “in affitto”, recentemente reclutati da Ares, possono trattare soltanto pazienti ai quali sono stati assegnati codici bianchi o verdi. Tutti gli altri casi, quelli con codici gialli o rossi, vengono dirottati al Pronto Soccorso dell’ospedale di Olbia. Tirando le somme, il Pronto Soccorso di Tempio non risulta chiuso, ma di fatto si tratta di un’apertura a metà, che non consente di decongestionare minimamente le attività del pronto soccorso di Olbia, dove medici e infermieri devono farsi carico quotidianamente di una media di 180 accessi».

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Così il consigliere regionale e capogruppo del Movimento 5 stelle, Roberto Li Gioi, che spiega: «I medici in affitto assunti tramite contratti con le agenzie interinali coprono soltanto turni notturni, dalle 20 alle 8, e vengono pagati dai 600 ai 1000 euro a turno». «Cifre considerevoli – continua – che dovrebbero servire a garantire la totale efficienza di un servizio essenziale per il territorio. Purtroppo, però, non si è tenuto in considerazione che generalmente la gran parte dei casi che si presentano al pronto soccorso la notte sono gravi e urgenti, e quindi non possono essere trattati a Tempio ma devono essere obbligatoriamente presi in carico a Olbia».

Per Roberto Li Gioi quindi «i medici in affitto, dei quali non mettiamo in dubbio l’utilità, restano una soluzione tampone che non è in grado di risolvere le criticità degli ospedali galluresi, diventati negli anni sempre più simili a scatole vuote».

«Ieri – conclude il consigliere – al Pronto Soccorso di Olbia ben 27 pazienti sostavano su altrettante barelle in attesa di ricovero. I posti letto nel reparto di Medicina, infatti, sono stati ulteriormente ridotti a causa della carenza di infermieri. Con rammarico e dispiacere constatiamo che le azioni messe in campo dall’Assessorato alla Sanità non hanno contribuito a rendere più agevole il lavoro in ospedale tanto meno a migliorare la qualità dell’assistenza prestata agli utenti».

In copertina: l’ingresso del Porto Soccorso di Tempio

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