• 27 Ottobre 2021
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Liste d’attesa: esiste un piano regionale? Il consigliere Ciusa (M5S) presenta richiesta di accesso agli atti

Medico, liste di Attesa

«Liste d’attesa: esiste un piano regionale?». Questa la domanda del consigliere regionale pentastellato Miche Ciusa, che si chiede anche come: «il numero delle visite mediche saltate durante il lockdown ha superato il milione. Nonostante le tante manifestazioni di protesta, a partire da quella dei pensionati, che sono giunti fin sotto il Consiglio regionale nei mesi scorsi per far sentire la loro voce, la situazione non si è mai sbloccata. Al coro di voci di malcontento si sono aggiunte di recente le denunce di numerose associazioni, compreso il Tribunale del malato che, in base alle ultime rilevazioni, stima almeno cento giorni in più per una visita. Questa è la triste realtà: chi chiama oggi il Cup per poter prenotare, riceve un appuntamento dalle tempistiche inaccettabili. Per citare uno tra i casi limite, vi parlo di un diabetico che ha chiamato tre giorni fa al quale è stata fissata la visita per fine giugno dell’anno prossimo».

Così il capogruppo del M5S Michele Ciusa, questa mattina ha presentato richiesta di accesso agli atti per capire quali siano i piani della Regione in merito.

Michele Ciusa M5S
Il consigliere regionale Michele Ciusa (M5S)

«Il 13 luglio scorso il Ministero della Salute ha chiesto a tutte le regioni d’Italia, in fase di ripartenza – ricorda Ciusa –, di attivarsi per smaltire le lunghe liste d’attesa createsi nei mesi scorsi, e di inviare agli uffici ministeriali competenti tutta la documentazione relativa alle azioni che la Regione avrebbe intrapreso a questo scopo.

«Dobbiamo ricordare che il Governo – sottolinea Ciusa – ha stanziato 350 milioni di euro, a livello nazionale, per il Piano di recupero delle liste d’attesa in un’ottica di monitoraggio costante delle tempistiche come da prassi sin da prima dell’emergenza Covid. Considerando che nel 2020 la situazione si è aggravata inaspettatamente in tutte le regioni d’Italia, è fondamentale che la nostra Regione presenti un quadro aggiornato e dettagliato per poter usufruire delle risorse a disposizione ma anche ottenere maggiori fondi se la situazione dovesse richiederlo. Ignorare la richiesta del Ministero significherebbe ridurre la possibilità di spesa e ostacolare una più celere ripartenza delle visite mediche in presenza».

«Pertanto ho presentato una richiesta di accesso agli atti per sapere dall’Assessorato regionale alla Sanità se la Regione abbia provveduto a presentare questo fondamentale Piano di recupero. Mi auguro che il riscontro sia positivo, in caso contrario si tratterebbe di una gravissima inadempienza ai danni dei sardi».