“Carazzas”, Il 28 febbraio ad Ardara la sfilata delle maschere tradizionali sarde

Saranno protagonisti della manifestazione i Boes e Merdules di Ottana, i Mamuthones e Issohadores di Mamoiada, Sos Tumbarinos di Gavoi, Sono Corriolos di Neoneli e Sos Gigantes di Sennori. Presenta la serata Giuliano Marongiu.
ARDARA | 18 febbraio 2026. Maschere della tradizione protagoniste sabato 28 febbraio ad Ardara, che ospiterà la grande festa delle “Carazzas”: una sfilata che unisce storia, mito e identità in un intreccio capace di affascinare residenti e visitatori. L’evento, organizzato dal comitato Nostra Signora del Regno, sarà un viaggio nelle radici più profonde della cultura isolana, che porterà in scena figure ancestrali che raccontano il legame tra uomo, natura e comunità. Ne saranno protagonisti i Boes e Merdules di Ottana, i Mamuthones e Issohadores di Mamoiada, Sos Tumbarinos di Gavoi, Sono Corriolos di Neoneli e Sos Gigantes di Sennori.
La manifestazione inizierà alle ore 17 e si snoderà per le vie del centro storico. Apriranno il corteo i Boes e Merdules, con la potente simbologia del bue e del padrone: la forza primordiale e il controllo umano, la lotta eterna tra istinto e ragione. Il tutto narrato da danze scandite dal suono metallico delle campane che rievocano fatica, dominio e ricerca di equilibrio con la natura. A seguire, atmosfera solenne con i Mamuthones e Issohadores. I primi, avvolti in pelli scure e maschere lignee nere, avanzeranno con passo lento, quasi sacrale, piegati sotto il peso delle campane e avvolti da un ritmo ipnotico e profondo. Accanto a loro, gli Issohadores, vestiti di bianco, che lanceranno la loro fune tra la folla per richiamare protezione, fertilità e buon auspicio.
Sos Tumbarinos richiameranno il battito della terra con i loro tamburi tesi a mano, evocando un’eco lontana, un dialogo tra passato e presente. Più gioioso sarà l’impatto con Sos Corriolos, maschere vivaci e imprevedibili che travolgeranno il pubblico con inseguimenti e scherzi. Chiuderanno la sfilata i maestosi e scenografici Sos Gigantes, con la loro imponente statura e i colori accesi che cattureranno lo sguardo degli spettatori trasformando il corteo in uno spettacolo di meraviglia e stupore.
Al tramonto si vivrà il momento più suggestivo della giornata, che avrà come scenario il sagrato della basilica romanica di Nostra Signora del Regno, fulcro dell’intera manifestazione e cornice carica di storia e spiritualità. Qui, la voce di Giuliano Marongiu guiderà il pubblico alla scoperta dei significati nascosti dietro ogni maschera, ogni gesto, ogni suono. Completeranno il quadro, le melodie del gruppo folkloristico Dilliriana e la voce di Andrea Zara, con canti e balli tradizionali per un momento di autentica condivisione.
La conclusione sarà ancora in musica, ma di tutt’altro genere. Alle ore 22, nella sala da ballo di Ardara, il “Carazzas Party” animerà i presenti con l’energia contemporanea di Gabry Dd, a dimostrazione di come tradizione e modernità possano convivere nello stesso spazio, nello stesso giorno, nella stessa emozione.
«Carazzas – spiegano i promotori – non è soltanto un evento. È un rito collettivo, un richiamo identitario, un ponte tra generazioni. È la Sardegna che si racconta, camminando tra le sue stesse strade».
N.B.

Riproduzione riservata © Logudorolive
Leggi le altre notizie su Logudorolive.it








