• 29 Luglio 2026
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Banari, allo scultore Giuseppe Carta il “Riconoscimento di Eccellenza Artistica”

Giuseppe Carta Eccellenza artistica
Il maestro ha ricevuto il prestigioso attestato nei giorni scorsi a Roma, nella sala della Regina di Palazzo Montecitorio, “per l’altissimo valore della sua ricerca artistica e per aver saputo trasformare la scultura in un linguaggio universale di straordinaria forza espressiva”.

BANARI | 29 luglio 2026. Con le sue opere, dalle iconiche germinazioni ai grandi frutti monumentali come peperoncini, melagrane e olive, ha valicato ogni confine, portando la sua visione al Grand Palais di Parigi, al Javits Center e New World Art Center di New York, al Colosseo di Roma, alla Biennale di Venezia, sui palcoscenici del Teatro del Silenzio con Andrea Bocelli, ai castelli svevi della Puglia, fino all’Heydar Aliyev Center di Baku e alle grandi metropoli della Cina e dell’Australia. L’artista in questione è il celebre scultore di Banari Giuseppe Carta, che nei giorni scorsi, nella Sala della Regina di Palazzo Montecitorio a Roma, ha ricevuto il “Riconoscimento di Eccellenza Artistica”, conferito dalla XVII Commissione Arte della Camera dei Deputati. Un riconoscimento – si legge nelle motivazioni – concesso “per aver portato l’arte italiana nei più prestigiosi contesti nazionali e internazionali, attraverso opere monumentali e di profondo impatto simbolico, affermandosi come uno dei più autorevoli interpreti della scultura contemporanea e ambasciatore dell’eccellenza creativa del nostro Paese nel mondo”.

A partire dal 1° agosto, il maestro sardo, apprezzato a livello internazionale come caposcuola “dei peperoncini e dei grandi frutti della Terra”, riaprirà le porte del suo rifugio creativo, Palazzo Tonca, nel cuore di Banari. Un’occasione straordinaria per scoprire il luogo in cui nasce questa profonda filosofia della materia, in cui la visione della natura e la ricerca estetica intersecano il racconto della Terra nella sua più intima metamorfosi, con l’intento di celebrarne la miracolosa rinascita.

Antica dimora nobiliare in trachite rossa, il Palazzo è stato acquistato e recuperato dallo scultore a partire dalla metà degli anni Ottanta, divenendo nel tempo e per tanti anni teatro di grandi eventi culturali. L’intento è quello di renderlo nuovamente un punto di riferimento per il territorio, una sede operativa e organizzativa di eventi, mostre e attività dedicate all’arte, alla cultura e alla comunità. La riapertura del Palazzo converte oggi gli spazi in un organismo vivente, lasciandone inalterata la suggestione evocativa dell’epoca. La materia vegetale creata da Carta abita e dialoga con la casa d’arte, rivelando un paesaggio visivo custode dell’incanto perpetuo della natura.

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