• 8 Aprile 2026
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Il salario minimo regionale è legge. Solinas (M5s): «Momento storico per la Sardegna»

Consiglio regionale
Introdotta una soglia minima di 9 euro per le retribuzioni nei contratti di appalto e nelle concessioni affidate dalla Regione, dagli enti locali, dalle aziende sanitarie e dalle società controllate.

CAGLIARI | 8 aprile 2026. Dopo Puglia e Toscana, anche la Sardegna fa un passo in avanti su un tema che interessa migliaia di lavoratrici e lavoratori. Il Consiglio regionale ha approvato oggi la legge sul salario minimo che fissa a 9 euro lordi la soglia minima per le retribuzioni nei contratti di appalto e nelle concessioni affidate da Regione, enti locali, aziende sanitarie e società controllate. «La legge – spiega la presidente della Regione Alessandra Todde – istituisce anche un Comitato regionale per il monitoraggio della qualità del lavoro, con funzioni di controllo e con report annuali sull’applicazione delle norme e sui costi della manodopera. È un passaggio importante, perché non basta affermare un principio, bisogna anche vigilare sulla sua attuazione».

Per il presidente della Commissione Bilancio Alessandro Solinas, nonché primo firmatario della proposta di legge, «oggi la Sardegna scrive una pagina storica per il lavoro e per i lavoratori con l’approvazione del salario minimo. Una legge che, nello specifico, interviene per contrastare il fenomeno del dumping contrattuale, ovvero l’utilizzo di contratti collettivi poco o per nulla rappresentativi, spesso adottati per ridurre le tutele dei lavoratori».

«Con questa legge – prosegue Solinas – la Regione stabilirà regole di ingaggio chiare e vincolanti da applicare nelle gare d’appalto, premiando le imprese che rispettano standard di tutela dei lavoratori, sicurezza sul lavoro, sostenibilità ambientale e promozione del lavoro femminile e giovanile. Prevediamo, ad esempio, una paga oraria minima di 9 euro lordi e incentivi per le aziende che dimostrano responsabilità sociale e qualità occupazionale. Misure indispensabili anche in chiave di contrasto allo spopolamento e alla marginalizzazione dei territori».

«Si tratta di un vero e proprio vulnus a livello nazionale – aggiunge Solinas – in un contesto in cui l’Italia è ancora tra i pochi Paesi europei a non aver regolato un salario minimo. Un tema identitario del Movimento 5 Stelle».

«Oggi celebriamo una legge che rappresenta valori concreti e duraturi: lavoro dignitoso, diritti tutelati, sviluppo sostenibile. Andiamo a migliorare – conclude – le condizioni occupazionali di tutti quei lavoratori impiegati in imprese che non applicano contratti collettivi nazionali adeguati o che, in alcuni casi, non prevedono soglie salariali sufficienti a garantire condizioni dignitose».

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