• 22 Ottobre 2026
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Nughedu San Nicolò, chiusa con successo la prima edizione di “Arasolé Festival”

Arasole Festival Nughedu Cicitu Masala
Tra letteratura, arte e laboratori, il paese ha celebrato con una tre giorni l’illustre compaesano Cicitu Masala.

NUGHEDU SAN NICOLÒ | 22 ottobre 2026. Cultura, arte e un profondo senso di comunità. Si è chiusa domenica 11 ottobre, con un bilancio ampiamente positivo, la prima edizione di Arasolé Festival, la rassegna interamente dedicata a Francesco “Cicitu” Masala (1916-2007), illustre scrittore e intellettuale originario del piccolo centro logudorese. La manifestazione, svoltasi nell’arco di tre giorni a partire dal 9 ottobre, è stata il frutto dell’impegno dell’associazione culturale Rundines.

Il sipario si è alzato con la conferenza Francesco Masala, un pensiero che attraversa il tempo, coordinata da Michele Calaresu. Sono intervenuti in qualità di relatori: Alessandro Cadoni (Le dodici parole di Francesco Masala. Poeta e prosa sul fronte della storia); Costantino Cossu (Francesco Masala e la voce degli ultimi: lo scandalo della storia); Emiliano Deiana (Gli slabbrati, di petrolio e di favole nere); Danilo Lampis (Oltre la subalternità: politiche dell’insubordinazione in Francesco Masala); Giacomo Mameli (Francesco Masala, un grande sardo nella letteratura italiana del Novecento). La serata del 9 ottobre si è conclusa con un reading letterario a sei voci Se dovessimo raccontare Cicitu, della compagnia Inoghe cultura e spettacolo di Ozieri. 

Nughedu Arasole

Il giorno dopo, il festival è proseguito con l’incontro tutto al femminile dal titolo “Quattro prospettive”, sapientemente guidato da Angela Cherveddu, che ha valorizzato il pensiero delle relatrici e offerto spunti di riflessione personali. Alla conferenza sono intervenute: Maria Mastinu (Ricordare Sos larisbianco mezzo secolo dopo); Maria Antonietta Mula (Il volto nascosto di Arasolè); Maria Giovanna Piano (Eros e thanatos nella poetica di Francesco Masala); Speranza Serra (Pane nero, miele amaro nella poesia di Francesco Masala). Le studiose hanno analizzato gli aspetti formali dei testi poetici di Masala e i personaggi femminili dei suoi romanzi, approfondendo la visione del mondo dell’autore e il suo rapporto con il contesto culturale dell’epoca.

«In entrambe le conferenze – sottolineano dall’associazione Rundines – la sequenza degli interventi è stata coinvolgente e, soprattutto, attraverso diverse prospettive e distinti saperi, ha avuto il merito di portarci all’interno di tematiche reali che ci riguardano ancora oggi, a conferma di quanto la produzione letteraria di Francesco Masala sia in grado di trascendere il proprio tempo mantenendo la propria vitalità e rivelandosi, dunque, universale».

Arasole festival

L’omaggio al grande intellettuale ha superato i confini testuali attraverso le tre mostre Dialoghi d’arte con Francesco Masala. Con questa iniziativa – proseguono dall’associazione – «abbiamo voluto rinnovare lo sguardo su Masala scegliendo di incontrarlo là dove la sua scrittura oltrepassa la parola e diventa immagine, forma e visione. Masala possiede una straordinaria capacità figurativa: la sua parola costruisce immagini e le dispone nello spazio. Da questa capacità della scrittura di rivolgersi all’immagine nasce un dialogo che abbiamo voluto raccogliere, consegnando i bandoli di questa matassa di significati a quattro artisti di immagini, forma e parola: Stefania Lai, artista multidisciplinare; Venceslao Mascia, scultore; Toni Demuro, illustratore; Speranza Serra, poeta. Le arti si sono accostate così all’opera di Masala, scegliendo di interrogare, ciascuna dalla propria prospettiva, un aspetto che è necessario svelare: il femminile di Quelli dalle labbra bianche. Un femminile disseminato in una costellazione di donne diverse che fanno da contrappeso a un maschile che parte, si allontana, abbandona, svuota il paese e, in qualche modo, viene sacrificato».

«In questa tre giorni – concludono da Rundines – il pensiero di Masala ha costituito un ordito sul quale intrecciare trame di letteratura e arte, di musica e scienza, di vita di una piccola comunità, che hanno coinvolto, attraverso laboratori, mostre e attività di animazione, un pubblico interessato e curioso. In particolare, alcuni bambini e giovani nughedesi, coordinati dall’animatrice culturale Paola Zoroddu, si sono impegnati in attività artistiche ispirate all’illustre compaesano».

Soddisfatta per la grande risposta di pubblico e per il consenso ricevuto, l’Associazione ringrazia tutte le realtà associative locali e i volontari che hanno reso possibile la rassegna, l’Amministrazione comunale, guidata dal sindaco Michele Carboni e la Fondazione di Sardegna per aver creduto fermamente in questo progetto di rinascita culturale.

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