• 11 Agosto 2022
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Condizionatori d’aria quasi introvabili e prezzi alle stelle

Condizionatore aria
Giuseppe Tatti (Dirigente Confartigianato Sardegna): «Costretti a rinunciare agli appalti per i costi impazziti e i tempi di arrivo dei macchinari».

Portatili, fissi o centralizzati, economici o meno, da oltre 1 mese in Sardegna i condizionatori d’aria stanno girando alla loro massima potenza. Con l’esplosione anticipata del caldo, già da fine aprile per i sardi è scattata la corsa alla manutenzione degli impianti e la caccia all’acquisto di condizionatori e ciller che, quest’ultima, si è trasformata in una vera “caccia al tesoro”, considerato come gli ordini potranno esser soddisfatti, se va bene, tra i 3 e i 6 mesi.

In Sardegna sono oltre 350mila gli impianti di condizionamento, in abitazioni, negozi e attività produttive e sono circa 3mila i professionisti specializzati, con più di 6mila addetti, che “curano” i circuiti di refrigerazione e il loro corretto funzionamento.

Secondo i più recenti dell’Osservatorio di Confartigianato Sardegna per le MPI, nell’Isola ben il 47,5% degli immobili utilizza il sistema di condizionamento caldo/freddo (ovvero la climatizzazione unica per estate e inverno), contro una media italiana del 29,4%. All’interno di questa percentuale, l’82,9% sono pompe di calore fisse o portatili, il 13,2% sono condizionatori utilizzati solo per raffreddamento e il 3,9% è costituito da impianti centralizzati.

Giuseppe Tatti confartigianato sardegna

«Il mercato del condizionamento degli ambienti sta subendo un contraccolpo non indifferente, da molti mesi abbiamo grossi problemi di approvvigionamento dei macchinari, dei pezzi di ricambio e della componentistica, una situazione mai vista e determinata, e condizionata, in gran parte dai bonus e dal superbonus e dalla situazione internazionale – commenta Giuseppe Tatti (nella foto), impiantista e dirigente regionale di Confartigianato Imprese Sardegna – ormai anche le più importanti case produttrici leader nella climatizzazione prevedono le consegne delle pompe di calore tra ottobre e il prossimo gennaio. Così, chi oggi volesse installare un condizionatore si troverebbe a dover attendere, o ad avere margini di trattativa molto limitati».

«C’è una disponibilità quasi nulla e quel poco che c’è viene venduto a peso d’oro anche se è possibile che i grandi gruppi abbiano fatto scorte e abbiano ancora un po’ di magazzino – rimarca il dirigente di Confartigianato Sardegna– per i clienti stiamo facendo salti mortali ma non basta più, soprattutto per quelli che devono chiudere i lavori incentivati dal superbonus e hanno le ore contate».

«Ma ciò che ci preoccupa maggiormente – sottolinea Tatti – è l’impennata a doppia cifra percentuale, quotidiana e senza controllo, dei prezzi: ormai i preventivi valgono una manciata di ore e mettono in crisi noi che dobbiamo continuamente aggiornare i clienti riguardo l’incremento, e gli acquirenti che, dopo aver sforato il budget, nella maggior parte dei casi, rinunciano. Inoltre, il micidiale mix tra crescita esponenziale dei costi e i tempi biblici della consegna dei materiali, creano quelle condizioni che impongono agli installatori la rifiuto a tantissimi appalti».

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