• 22 Febbraio 2024
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Gli artigiani sardi incontrano Papa Francesco

Artigiani Sardi dal Papa
Mereu e Serra (Confartigianato): «Felici di aver offerto questa occasione ai nostri artigiani e alle loro famiglie, che troppo spesso lavorano nell’ombra, in silenzio e tra mille sacrifici». Il Santo Padre: «Vi incoraggio ad essere artigiani di pace».

CITTÀ DEL VATICANO. Una delegazione di 150 artigiani sardi di Confartigianato Sardegna ha incontrato sabato 10 febbraio in udienza privata nella Sala Nervi Papa Francesco. Il gruppo isolano ha fatto parte della rappresentanza di circa 6mila imprenditori, collaboratori, pensionati, familiari e simpatizzanti, provenienti da tutta l’Italia, del sistema artigiano nazionale dell’Associazione artigiana.

«L’incontro con Papa Francesco è stata una esperienza profonda e unica nel suo genere che, siamo sicuri, segnerà il percorso personale e professionale di tutti», hanno commentato Fabio Mereu e Daniele Serra, presidente e segretario di Confartigianato Sardegna. «Per questo siamo felici di aver potuto offrire questa indimenticabile occasione ai nostri artigiani e alle loro famiglie, che troppo spesso lavorano nell’ombra, in silenzio e tra mille sacrifici. Questo incontro rimarrà indelebile nei cuori e nelle menti della comunità imprenditoriale, rafforzando il senso di appartenenza e la consapevolezza del ruolo essenziale che gli imprenditori artigiani svolgono nella costruzione di una società più giusta e solidale».

«Il dialogo con Papa Francesco ha offerto l’opportunità di riflettere su temi fondamentali come la dignità del lavoro, la responsabilità sociale delle imprese e la solidarietà, consolidando il legame tra la fede e il mondo imprenditoriale», hanno concluso il presidente e il segretario di Confartigianato Sardegna.

Le parole di Papa Francesco

«Benedite e ringraziate il Signore per il dono delle mani e per il lavoro che vi consente di esprimere. Sappiamo che non tutti hanno questa fortuna: c’è chi sta con le mani in mano, c’è chi è disoccupato e chi è in cerca di occupazione. Tutte situazioni umane che hanno bisogno di essere guarite. A volte capita anche che le vostre aziende siano in ricerca di personale qualificato e non lo trovino: non scoraggiatevi nell’offrire posti di lavoro e non abbiate timore a includere le categorie più fragili, ossia i giovani, le donne e i migranti.

Vi ringrazio per il contributo che date per abbattere i muri dell’esclusione verso chi ha gravi disabilità o è invalido magari proprio a causa di un incidente sul lavoro, verso chi è tenuto ai margini e sfruttato. Ogni persona va riconosciuta nella sua dignità di lavoratrice e lavoratore. Non tarpiamo mai le ali ai sogni di chi intende migliorare il mondo attraverso il lavoro e servirsi delle mani per esprimere sé stesso. (…)

I prodotti che escono dalle vostre attività camminano per il mondo intero e lo abbelliscono, rispondendo ai bisogni della gente. L’artigianato è una strada per lavorare, per sviluppare la fantasia, per migliorare gli ambienti, le condizioni di vita, le relazioni. Per questo mi piace pensarvi anche come artigiani di fraternità. (…)

Vi incoraggio ad essere artigiani di pace in un tempo in cui le guerre mietono vittime e i poveri non trovano ascolto. Le vostre mani, i vostri occhi, i vostri piedi siano segno di un’umanità creativa e generosa. E il vostro cuore sia sempre appassionato della bellezza. Grazie per il bene che realizzate. Vi affido alla protezione di San Giuseppe, che custodisca voi, le vostre famiglie e il vostro lavoro. Vi benedico di cuore. E vi chiedo per favore di pregare per me. Grazie!».

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