• 6 Giugno 2023
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Defiscalizzazione e agevolazioni estese per salvare i comuni montani dallo spopolamento

Fonni neve
Le proposte di Confartigianato Sardegna per sostenere attività e aree interne. Pireddu e Mazzette (Delegati sviluppo zone montane): «Valorizzarle significa salvaguardare territori e aumentare opportunità».

La neve in Sardegna non è solo disagi, ma è anche svago, sviluppo e crescita di territori e imprese. Infatti, le ultime abbondanti nevicate hanno ravvivato quell’economia legata alla montagna, e al turismo, troppo spesso sottovalutata e relegata ad attività di serie B. Da qui le proposte di Confartigianato Sardegna per sostenere aziende e aree interne dell’Isola ed evitare lo spopolamento dei centri: defiscalizzazione e agevolazioni estese.

«Attorno alle località montane o collinari di tutta l’Isola, – spiega Confartigianato –, vi è un elevato numero di piccole imprese artigiane, con altrettante figure professionali, che operano nei più svariati settori. Tantissime sono, infatti, quelle che, oltre all’alloggio e alla ristorazione, svolgono attività nei trasporti, nei servizi culturali e nello svago, nell’attività di manutenzione dei mezzi e degli immobili, nella vendita di abbigliamento e attrezzature, nella realizzazione e commercializzazione dell’artigianato tradizionale locale e dei prodotti dell’enogastronomia tradizionale senza contare il numeroso indotto di supporto e, non per ultimo, l’importante gettito economico che affluisce nelle sempre più asfittiche casse delle Amministrazioni comunali».

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Sulla base dei dati elaborati dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Sardegna, attraverso il Rapporto “Imprese e artigianato in comuni montani e aree interne della Sardegna”, sono ben 318 i comuni montani, e parzialmente montani, i cui abitanti superano le 835mila unità, che ospitano oltre 104mila imprese, di cui quasi 26mila artigiane, con oltre 61mila addetti. Più di 11mila aziende sono situate in territori parzialmente pianeggianti, 13mila in collina e solo 1.200 in montagna. Il valore aggiunto delle produzioni supera gli 11miliardi, con un valore aggiunto per addetto di 34mila euro.

«Nella visione comune l’economia legata alla neve, allo svago e agli sport invernali è un “fatto marginale” mentre per tantissimi territori quello che ruota attorno al manto bianco ha un significato molto importante che si traduce in lavoro ed economia – commentano Giuseppe Pireddu e Pietro Mazzette, Presidente e Segretario di Confartigianato Nuoro-Ogliastra e delegati regionali per le zone montane – valorizzare le zone montane significa salvaguardare e far crescere le opportunità di lavoro in questi territori, agevolando la vita delle attività economiche imprenditoriali e sostenendo la creazione di nuove imprese».

«La montagna convive con svantaggi strutturali: lo spopolamento, la carenza di infrastrutture materiali ed immateriali, costi maggiori per vivere e fare impresa – continuano i due delegati – tuttavia rappresenta un territorio da considerare strategico, non certo residuale, con il suo patrimonio di risorse al servizio dei turisti come dimostrato da sempre».

«Le imprese artigiane di montagna rivestono un ruolo chiave perché garantiscono la tenuta del tessuto sociale oltre che economico – proseguono Presidente e Segretario – la piccola impresa ha quindi un valore sociale che va riconosciuto e tutelato. Queste imprese sono laboratori di innovazione e sostenibilità ambientali, esempi di un modello di economia circolare che è la chiave dello sviluppo del futuro. In questo senso, un ulteriore calo del numero di imprese nelle zone montane, minerebbe un equilibrio già fragile».

«Tutelare le piccole imprese e creare un ambiente più favorevole allo sviluppo è l’occasione per ribadire che ad una necessità strutturale, quella di contrastare la tendenza allo spopolamento di persone e di imprese delle montagne, occorre rispondere con un intervento sistemico, con nuove e più efficaci politiche a favore della montagna – afferma Maria Amelia Lai, presidente di Confartigianato Imprese Sardegna – è necessario, per questo, favorire l’insediamento di giovani attraverso la creazione di nuove imprese che operino in una logica di economia circolare e il lavoro da remoto».

«Le zone interne dell’Isola – sottolinea la Presidente – custodiscono la qualità manifatturiera made in Sardegna e, se adeguatamente valorizzate, rappresentano un territorio strategico per la competitività dell’artigianato e delle Pmi». Pertanto per Lai sarebbe opportuno «utilizzare anche i Fondi del PNRR per interventi finalizzati a sostenere le attività produttive e a colmare i gap infrastrutturali che comprimono le potenzialità economiche dei territori montani».

Su queste considerazioni, Confartigianato Sardegna propone un’azione su due fronti: creare una fiscalità di vantaggio, con detrazioni di imposta per i territori montani, prevedendo premialità con abbattimento delle imposte dirette, a fronte dei maggiori costi e oneri sostenuti quali riscaldamento, disagi della viabilità, delocalizzazione degli Uffici amministrativi, per incentivare le imprese a restare nei territori montani e attrarre nuove imprese ed estendere le agevolazioni di cui gode il mondo agricolo anche alle imprese artigiane.

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