• 28 Febbraio 2024
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Lavoro in Sardegna, nel 2022 16mila occupati in meno rispetto al 2019: report di Confartigianato

lavoro operaio
La componente che ha risentito maggiormente dello shock Covid è quella dei lavoratori indipendenti, in calo di 6 mila unità. La presidente Maria Amelia Lai: «Non potrà mai essere festa senza un lavoro per tutti: troppi coloro che non hanno una realizzazione lavorativa e professionale. PNRR occasione fondamentale».

Il numero degli occupati in Sardegna nel 2022 è stato di 566.000, ovvero 16.000 (-2,7 per cento) in meno rispetto ai 582.000 del 2019. Risultato che colloca l’isola al penultimo posto nella graduatoria nazionale. L’ultimo anno (2021-2022) tuttavia ha segnato un recupero, con 3 mila unità in più (+0,5%). Tra le 5 province sarde, solo 2 hanno superano i livelli occupazionali pre-crisi: Cagliari (+1,7%) e Nuoro (+0,5%); al contrario sono rimaste ancora sotto i livelli 2019 performando peggio della media regionale Sud Sardegna (-3,2%), Oristano (-3,4%) e Sassari (-7,3%).

Questi i principali numeri occupazionali dell’isola evidenziati nel report “Primavera 2023: tendenze, cambiamenti e incertezze in Sardegna” elaborato dall’Ufficio studi di Confartigianato Sardegna su dati Istat nel 2019-2022.

«Questi dati dicono che, purtroppo, e ancora una volta, il Primo maggio in Sardegna non potrà essere la festa di tutti i lavoratori – commenta Maria Amelia Lai, Presidente di Confartigianato Imprese Sardegna – non potranno festeggiare le 16mila donne e uomini che hanno perso l’impiego, non riescono a trovarlo, hanno dovuto chiudere l’azienda e non riescono a trovare una nuova via imprenditoriale».

«I numeri ci ricordano anche come una leggera ripresa si sia vista proprio negli ultimi 2 anni – prosegue Lai – con l’intervento pubblico, con le garanzie finanziarie statali, i “Sostegni” e i “Ristori”, e con il Superbonus e gli altri bonus che nel mercato del “sistema casa”, tra imprese dirette e indotto, interessando la quasi totalità delle attività artigiane, hanno creato lavoro e immesso una notevole quantità di liquidità. A livello regionale un sostegno fortissimo è arrivato dalla Legge 949, grazie ai 70 milioni di euro di finanziamenti arrivati dalla Regione e dagli Assessorati al Bilancio e Artigianato, dietro le richieste di Confartigianato Sardegna».

«Nel percorso del recupero dell’occupazione pre-pandemia, non ancora concluso per la nostra regione – evidenzia il report di Confartigianato –, la componente che ha risentito maggiormente dello shock è quella dei lavoratori indipendenti. Sono 138mila nel 2022 gli indipendenti – imprenditori, liberi professionisti, lavoratori autonomi, etc. – pari a poco meno di un occupato su 4 (il 24,3% dell’occupazione totale), in calo rispetto al 2019 di 6 mila unità (-4,3%). A livello provinciale riduzioni più consistenti, rispetto al 2019, si rilevano per gli indipendenti di Oristano (-16,9%), Sassari (-14,4%) e Sud Sardegna (-4,5%). All’opposto dinamiche positive di recupero 2019-2022 si osservano per Nuoro (+2,4%) e Cagliari (+14,1%).

I dipendenti, che sono 429 mila e che rappresentano il 75,7% dell’occupazione complessiva, diversamente dal trend nazionale, rispetto al 2019, scendono di 10 mila unità (-2,2%), posizionando la nostra regione penultima nel ranking con le altre 19 regioni. La dinamica dell’occupazione dipendente è determinata dalla tenuta dell’occupazione a tempo indeterminato (+0,2% sul 2019) e da un calo consistente delle figure a tempo determinato (-10,1%). Il mercato del lavoro dell’Isola registra una dinamica negativa sia dell’occupazione a tempo pieno (-1,9% sul 2019) che, in particolare, di quella part time (-3,2%).

A livello provinciale riduzioni più consistenti della platea di dipendenti rispetto alla media regionale si osservano per le province di Sassari (-4,6%) e Sud Sardegna (-2,8%). Si distingue Oristano che, diversamente dalle altre province, presenta una dinamica positiva (+2,1%)».

«Il ritardo nel recuperare, per il lavoro autonomo, i livelli pre-pandemia – riprende la Presidente Lai – conferma la criticità della situazione più volte evidenziata. Ci sono poi forti squilibri sociali perché finora abbiamo sottovalutato anche le conseguenze della crisi demografica. Abbiamo sia una bassa natalità, sia una bassa occupazione femminile che condizionano la ripresa. Quanto al PNRR, il successo dipenderà anche dalla capacità di coinvolgere tutti gli attori del nostro tessuto produttivo, a partire dagli artigiani e dalle piccole imprese».

Per la Presidente di Confartigianato Sardegna, inoltre «c’è la necessità di superare le carenze nei processi decisionali e nelle procedure della Pubblica amministrazione che stanno ritardando l’attuazione del PIANO. La piena realizzazione di questo va garantita anche attraverso la capacità di rinegoziazione delle risorse e di revisione delle linee di investimento che vanno integrate con la nuova politica di coesione 2021-2027. La nostra Associazione, per questo – conclude la Lai – auspica un deciso impegno per sostenere gli sforzi degli imprenditori, alle prese con le minacce dell’inflazione e degli incrementi dei costi aziendali. È una sfida sulla quale il Governo ma anche la Regione Sardegna e i Comuni devono concentrare ogni iniziativa per non perdere un’opportunità irripetibile per il nostro Territorio e per tutto il Paese».

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