• 16 Gennaio 2021
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Logudorolive

Time in Jazz escluso dai contributi regionali: il sindaco di Berchidda scrive a Solinas

Times in Jazz - Andrea Nieddu e Paolo Fresu

Andrea Nieddu:«Confido in un’azione forte delle politiche regionali per restituire dignità e diritto di cittadinanza al Time in Jazz e a tutte le iniziative che tentano, insieme alla classe dirigente, di consegnare alle generazioni future una Sardegna migliore».

BERCHIDDA. Ha avuto l’eco di uno sparo quel click dei tasti delle tastiere di chi ha presentato la domanda di finanziamento alla Regione, per manifestazioni culturali o di spettacolo, in una roulette russa basata non tanto sulla fortuna di pescare il colpo a vuoto ma sulla velocità nel premere il grilletto. Tra gli esclusi eccellenti, il Time in Jazz con Paolo Fresu iper critico sulle modalità di selezione – e come dargli torto – a cui si è accodato il sindaco di Berchidda Andrea Nieddu.

IL TIME IN JAZZ ESCLUSO DAI CONTRIBUTI REGIONALI

Il primo cittadino ha preso carta e penna e ha scritto al governatore Solinas e agli assessori Chessa (Turismo, Artigianato e Commercio) e Biancareddu (Pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport) per «esercitare il pensiero critico, doveroso e consapevole, di amministratore della comunità di Berchidda che ha sostenuto convintamente questa giunta regionale e il suo Presidente». 

«In ogni livello ho sempre contribuito a far crescere un festival musicale che ha cambiato potentemente società ed economia locali ed il modo stesso in cui concepire il rapporto fra la musica e i luoghi che la ospitano – si legge nella nota –. Ogni anno, ormai da oltre tre decenni, per una decina di giorni, il Jazz fa confluire a Berchidda e in una ventina di Comuni circa 30.000 – 35.000 persone che consacrano, in questi luoghi, un intenso scambio di idee, esperienze ed emozioni in nome della più autentica concezione di ciò che amo definire cultura. Non mi attardo su meriti, risultati e rappresentazioni narrative del nostro Jazz né sui profili di rilevanza internazionale che già precederebbero ogni disquisizione in tal senso. Mi soffermo, invece, sul principio e il metodo che noi amministratori della nostra amata Sardegna e delle sue genti intendiamo adottare per governarla ora e in futuro. Il principio è la motivazione e la scelta; il metodo è l’azione e il modo con cui attuarle per cambiare la realtà».

l pericolo che il metodo di selezione scellerato, cancelli manifestazioni che hanno segnato in modo incisivo la crescita di interi territori, a questo punto è reale e Nieddu lo ha sottolineato aggiungendo che «l’emergenza sanitaria e il momento di grave recessione economica ci hanno dato nuova consapevolezza delle cose. Amministrare è divenuto compito più complesso e delicato. Le nostre scelte orientano in un senso o in un altro il corso degli eventi, incidono profondamente sul presente e la vita delle persone. Per questo abbiamo il dovere di evitare che alcune decisioni producano un danno incalcolabile a realtà che sono divenute nel tempo patrimonio della cultura italiana. Anzi aggiungo che è sulle solide fondamenta di manifestazioni della cultura e dell’arte che rappresentano modelli vincenti oltre l’isola che dobbiamo ri-pensare la nostra autonomia speciale».

«In tempi di pandemia da Sindaco di Berchidda, insieme a tutti gli amministratori locali, ho deciso di sostenere con forza e convinzione la XXXIII edizione di Time in Jazz in condizioni di emergenza globale. Ho assunto una responsabilità personale perché ho scelto l’idea della ripartenza in sicurezza, pensando al bene comune dei miei concittadini e al valore della cultura per noi berchiddesi e per la Sardegna. Il Comune di Berchidda ha continuato ad investire circa 40.000 euro, non poca cosa per le finanze comunali; ha creduto nel rilancio degli eventi ed è stato il primo nell’isola: idee ferme e lungimiranti, nessun contagio da covid-19 ed una necessaria iniezione di fiducia negli operatori della cultura e dell’economia».

«Ho scelto di autorizzare un’edizione nuova, diversa, incerta, rischiosa; rifarei quella scelta con le stesse motivazioni e la determinazione che hanno avuto a cuore la cultura, il territorio, al pari della salute pubblica, e soprattutto un’idea di Sardegna più protagonista, più autonoma, più solidale. Per tutto questo è sempre difficile scegliere ed escludere molto altro, tanto più se accade in un contesto di precarietà, crisi e paura globali. Alla Sardegna serve ora cuore e mente se non vogliamo perdere l’unica arma che ci aiuterà a risollevarci da terra: quell’unica arma è la cultura».

L’ultimo affondo è per la decisione di selezionare le manifestazioni da finanziare semplicemente con l’ordine di arrivo e niente più. «Non possiamo farlo con il click di un bando a sportello che, in alcun modo, può essere lo strumento e peggio ancora il metodo della programmazione dei finanziamenti pubblici per la cultura e lo spettacolo. Io sono del tutto convinto, anzi ne ho assoluta certezza di trovare in Voi la piena condivisione di tale prospettiva e confido in un’azione forte delle politiche regionali per restituire dignità e diritto di cittadinanza al Time in Jazz e a tutte le iniziative che tentano, insieme alla classe dirigente, di consegnare alle generazioni future una Sardegna migliore», conclude Andrea Nieddu.

Nella foto di copertina: il sindaco di Berchidda Andrea Nieddu con il patron del Time in Jazz Paolo Fresu