• 27 Ottobre 2021
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Comunali, Antonio Giuseppe Mellino ci riprova con la lista “Paris pro Nule”

sindaco di Nule

Con la lista “Paris pro Nule” l’attuale sindaco di Nule, Antonio Giuseppe Mellino, il 25 e 26 ottobre sarà impegnato a contendersi lo scranno del Consiglio comunale con il candidato sindaco Daniele Manca, in campo con la lista “Rinascita per Nule”. Mellino, 43 anni, impiegato di Coldiretti è affiancato da una squadra già ben rodata, composta da persone con alle spalle una buona esperienza amministrativa come Miriam Manca, Gianfranco Dessena, Salvatore Iai, Carla Lai, Giuseppe Pala, Carlo Barmina e da 6 nuovi innesti quali Salvatore Nieddu, Felice Farina, Emanuele Dessena, Renato Manca, Sebastiano Seu ed Ezio Satta, che danno nuova linfa e smalto a un gruppo fortemente convinto e sicuro di poter intraprendere una nuova avventura amministrativa.
Il dettagliato programma elettorale presentato dal gruppo “Paris pro Nule”, oltre a sottolineare tutte le opere e le iniziative portate a termine, o in itinere, dall’Amministrazione in questi ultimi cinque anni, in nove punti spiega tutti gli obiettivi ai quali si punterà per la crescita sociale ed economica del paese.
Pur consapevole che «la politica nella vita quotidiana di un paese come Nule, rappresenta un impegno gravoso e snervate per chi la esercita», il gruppo guidato da Mellino tira dritto convinto di poter incentrare il suo «progetto politico sulla diversificazione degli oneri e dei compiti fra i vari settori, affinché ognuno dei cittadini di Nule possa trovare conforto, riscontro oggettivo e confronto leale con chi li amministra».
Sindaco, quindi punterete forte sulla collaborazione e il sostegno dei cittadini…
«Proprio così. Crediamo infatti che sia fondamentale mantenere costantemente vivo il rapporto tra l’amministrazione e il cittadino, rafforzando soprattutto le politiche socio-assistenziali. Su questo versante abbiamo previsto nel nostro programma un ulteriore potenziamento e perfezionamento dei servizi comunali già esistenti e fruttuosi come il SET (servizio educativo territoriale), il Centro di aggregazione sociale, la ludoteca, l’assistenza domiciliare (SAD), il SES (servizio educativo specialistico), l’assistenza scolastica di base – garantita con un sempre maggior incremento di ore – e tutte quelle iniziative tese al miglioramento della vita delle persone. Vanno in questa direzione anche lo sport, il volontariato e l’associazionismo. Settori questi che hanno avuto e avranno tutto il nostro sostegno e collaborazione, specialmente nell’organizzazione dei vari eventi».
Lo sport e la cultura sono senza dubbio due settori importanti nella vita di una comunità, quali sono le vostre priorità per i prossimi cinque anni?
«Per quanto riguarda la pratica sportiva è prevista la sistemazione e l’adeguamento degli impianti, in particolare il progetto infrastrutturale di un nuovo stadio con campo da gioco in erba sintetica e il rifacimento delle tribune con annessa copertura. Proveremo inoltre a dar vita a sport alternativi che abbraccino le diverse fasce d’età.
Per quanto riguarda la cultura, ma anche l’istruzione, crediamo che la scuola e la formazione siano i punti di partenza per costruire una società sempre più evoluta, quindi cercheremo di implementare tutte quelle iniziative improntate allo sviluppo culturale in ogni sua forma, partendo dai più giovani. Tra le manifestazioni da sostenere c’è senz’altro la nostra “Nule Idda ’e manos bonas”, evento questo che dal 2015 ha subito diversi cambiamenti e miglioramenti. Grazie soprattutto all’attuale Amministrazione che è riuscita a ottenere dei finanziamenti dalla Regione Sardegna e dalla Fondazione Banco di Sardegna. L’impegno tuttavia è quello di continuare sulla crescita costante, non solo per questa iniziativa, ma anche per tutte le altre già presenti o che nasceranno in futuro».
E sul fronte artigianato, agricoltura e attività produttive?
«Il prodotto principe di Nule è senz’altro il tappeto. In questi anni ha calcato diversi palcoscenici, tra cui le più grandi esposizioni internazionali e nazionali come la Biennale di Venezia. Vista questa nostra peculiarità abbiamo già fatto richiesta all’Unesco per il riconoscimento dell’arte tessile a livello internazionale dove noi orgogliosamente siamo capofila. Sempre nel campo dell’artigianato abbiamo iniziato l’iter per la creazione di un marchio collettivo per la valorizzazione dei nostri prodotti locali, a partire dalla lana, passando per il latte e le carni, per finire con la lavorazione dei lapidei, del legno e del pellame.
Tutte le attività artigianali ed imprenditoriali di Nule avranno comunque modo di interagire con noi per sviluppare concretamente progetti di rilancio e di crescita».
Con un territorio dove sono presenti 124 aziende agricole con più di 24mila capi ovini e quasi mille capi bovini, si evince come l’economia di Nule sia a trazione agropastorale. Quali sono le vostre idee di sviluppo?
«Partendo da questo dato di fatto, il nostro programma sarà improntato a incentivare e promuovere le realtà imprenditoriali presenti nel territorio, cercando allo stesso tempo di spronare i nostri giovani a innovare il sapere antico con nuove tecniche, incentivando il tutto con l’associazionismo. Per migliorare e portare avanti programmi di ricerca mirati proprio allo sviluppo agricolo e zootecnico, sarà fondamentale potenziare la collaborazione con due importanti istituzioni presenti nel territorio come la Facoltà di Agraria dell’Università di Sassari e l’Agris».
Ambiente e turismo spesso sono legati fra loro, come intendete sfruttare queste due risorse?
«Uno dei nostri obiettivi è quello di perfezionare la raccolta dei rifiuti facendo diventare l’utente cittadino attivo e quindi creando nuove opportunità di guadagno. Un altro caposaldo del nostro programma è lo sfruttamento delle energie alternative come ad esempio quella eolica. Infatti a brevissimo a Nule sorgerà un grande parco eolico che darà ristoro non solo alle casse comunali, e quindi a tutta la comunità, ma contribuirà a creare nuovi posti di lavoro e figure professionali alternative. Provare a legare l’ambiente al turismo sarà poi un’altra scommessa. Esiste già un progetto finanziato dalla Regione Sardegna di “Slow Tourism” con il quale cercheremo di avviare percorsi naturalistici così da poter mettere in vetrina tutte le principali emergenze storiche e architettoniche presenti nel territorio comunale, sfruttando anche l’interconnessione in rete con gli altri paesi della Sardegna».
Come intendete pianificare lo sviluppo urbanistico?
«È nostra intenzione lavorare sull’esistente, di non andare a sfruttare altre zone territoriali, perché crediamo che occorra rivitalizzare il centro storico. Per far questo però servirà rendere conveniente effettuare le ristrutturazioni e abbellire e rendere più fruibile il tessuto urbano. Sarà importante infatti dare seguito ad interventi sulla viabilità, sugli spazi verdi e sugli spazi comuni. Così come è stato fatto con la sistemazione di circa 10 km di strade rurali del territorio».
Con la riforma degli enti locali tutti i paesi di confine sono chiamati a esprimersi se rimanere nell’attuale provincia di Sassari, che diventerà città metropolitana, andare con Olbia o con Nuoro. Qual è la vostra posizione?
«A noi sta esclusivamente a cuore il futuro di Nule, del suo territorio e dei suoi cittadini, pertanto come ogni democrazia partecipata sarà dato mandato alla comunità di poter scegliere il proprio futuro».

I Candidati consiglieri della lista “Paris pro Nule”: Carlo Barmina, Emanuele Dessena, Gianfranco Dessena, Felice Farina, Salvatore Iai, Carla Lai, Miriam Manca, Renato Manca, Salvatore Nieddu, Giuseppe Pala, Ezio Satta, Sebastiano Seu.