• 11 Giugno 2026
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Il Governo impugna la legge sul salario minimo, Solinas (M5S): «Colpita ancora l’autonomia della Sardegna»

Palazzo Regione Viale Trento
«Continueremo a difendere questa legge e le ragioni che l’hanno ispirata. Garantire salari dignitosi negli appalti pubblici è una scelta di giustizia sociale e di rispetto per il lavoro».

CAGLIARI | 11 giugno 2026. Su proposta del ministro per gli Affari regionali e le autonomie Roberto Calderoli, il Consiglio dei ministri ha esaminato 16 leggi delle Regioni e delle Province Autonome e ha deliberato di impugnare quella della Regione Sardegna n. 9 del 9 aprile 2026 “Disposizioni per la qualità e la sicurezza del lavoro, per il contrasto al dumping contrattuale, nonché per la stabilità occupazionale nei contratti pubblici d’appalto o di concessione eseguiti sul territorio regionale”, «in quanto – si legge nella nota stampa di Palazzo Chigi – talune disposizioni, eccedendo dalle competenze statutarie e ponendosi in contrasto con la normativa statale in materia di concorrenza, violano l’articolo 117, secondo comma, lettera e), della Costituzione». La legge, approvata dal Consiglio regionale della Sardegna, riguarda in particolare l’introduzione di una soglia minima di 9 euro l’ora per le retribuzioni nei contratti di appalto e concessione affidati da Regione, enti locali, aziende sanitarie e società controllate.

Dopo il pronunciamento del Consiglio dei ministri, il coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle Sardegna Alessandro Solinas, commenta così la decisione: «Mentre il Governo inventa nuove formule per evitare di affrontare il tema dei salari bassi, getta la maschera e colpisce chi prova davvero a intervenire. La legge – spiega Solinas – garantisce che negli appalti pubblici regionali nessun lavoratore possa essere pagato meno di 9 euro lordi all’ora. Una misura contro il dumping salariale e contro la corsa al ribasso sulle retribuzioni. Non stiamo parlando di stipendi per dirigenti o professionisti, ma di una tutela concreta per migliaia di lavoratrici e lavoratori impiegati nei servizi, nelle pulizie, nell’assistenza, nelle manutenzioni e in molti altri settori legati agli appalti pubblici».

«Non si possono calpestare in questo modo le scelte di una Regione autonoma. Ancora una volta – prosegue Solinas – assistiamo a un’imposizione dall’alto che colpisce una legge approvata per garantire maggiori diritti ai lavoratori».

Il coordinatore regionale del M5S richiama anche quanto accaduto nei giorni scorsi sul caso Cala Finanza. «Nel giro di pochi giorni il Governo ha prima scavalcato le opposizioni della Sardegna sul progetto previsto a Cala Finanza, a ridosso di Tavolara, e oggi impugna una legge che rafforza le tutele per i lavoratori. Quando la Sardegna prova a difendere il proprio territorio viene fermata. Quando prova a aumentare i diritti di chi lavora viene fermata. È difficile non vedere una precisa volontà politica contro le iniziative portate avanti dalle amministrazioni progressiste».

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