• 24 Gennaio 2021
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Logudorolive

L’ospedale di Ozieri ancora una volta ignorato dalla politica regionale

OZIERI. Quale futuro per l’ospedale di Ozieri? Questa è la domanda che già da troppi anni si pone tutto il territorio. A molti non è sfuggito di non leggere il «Segni» tra i nomi dei presidi inseriti nella rete del nuovo piano di rimodulazione con i 1006 posti letto predisposti dalla Giunta Solinas per far fronte all’emergenza sanitaria. Nella lista infatti è possibile individuare, tra i cosiddetti piccoli ospedali, il “Delogu” di Ghilarza a cui sono stati attribuiti 60 posti di degenza ordinaria e 6 di intensiva, quello di Iglesias 25 di degenza ordinaria, 4 di subintensiva e 4 di intensiva. Così anche il Mastino di Bosa, 40 posti di degenza ordinaria e 1 di terapia intensiva, ma anche 41 più 1 di intensiva al San Giuseppe di Isili e al San Marcellino di Muravera.

È il “Segni” di Ozieri… perché è stato ignorato? Se è vero, come è vero, che l’ospedale ha tutte le carte in regola per vedere riconosciuta e avviata l’Unità di terapia intensiva e sub intensiva, perché ancora non ne viene certificata l’apertura? Per mancanza di personale, sostiene qualcuno. Sì, è vero, mancano in tutta la Sardegna figure professionali adeguate per sostenere una struttura complessa come è, senza dubbio, un reparto di rianimazione. Ma perché questo problema sorge solo e sempre per Ozieri? Un quesito che in quest’ultimo decennio ci siamo posti in diverse occasioni, cercando risposte plausibili e sensate. Senza per altro riuscirci! Come quando, ad esempio, è stato chiuso il punto nascite, o quando sono stati depotenziati tutti i reparti con accorpamenti e riduzioni di personale. Per non parlare poi della mancata nomina dei primari in diversi e importanti reparti come ad esempio Medicina, Ortopedia, Neurologia, Oculistica ecc.

Siamo consapevoli, e non ci sono dubbi, che questo quadro sarebbe potuto essere ancora più negativo senza il lavoro costante del consigliere regionale Nico Mundula che, seppur nell’ombra, si muove per salvare il salvabile. Ma non è questo il problema. Lo scoglio sta in seno alle paludose stanze regionali, dove ci sono persone con un peso politico superiore e con una malizia forgiata da anni di esperienze politiche a tutto campo. Questa è la nuda e cruda verità. Quindi, non possiamo meravigliarci più di tanto se le risorse e le decisioni vengono attribuite e prese partendo da un piano politico soggettivo e partitico e non sulla base delle esigenze particolari dei territori.

Antonello Sabattino