• 24 Gennaio 2021
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Logudorolive

Daniele Cocco (LeU): «Potenziare subito l’ospedale di Ozieri»

Ospedale Segni di Ozieri

«L’ospedale di Ozieri può oggi fare ciò che tanti altri ospedali a causa del Covid non possono. Creiamo immediatamente le condizioni perché questo possa avvenire». Questo è quello che si auspica il capogruppo in Consiglio regionale di LeU Sardigna, Daniele Cocco che in un intervento, durante l’ultima seduta della commissione sanità della Regione, ha parlato della situazione del presidio ozierese.

Daniele Cocco (LeU): «Potenziare subito l'ospedale di Ozieri»

«In questo momento Ozieri è un ospedale no Covid. Per questo – ha detto Cocco – l’Unità di Chirurgia del Segni si è messa a disposizione per poter eseguire gli interventi che in questo momento non possono essere effettuati in altre strutture in cui sono presenti pazienti positivi». «Mi risulta che sia stato chiesto anche dall’AOU di Sassari, dal dott. Alberto Porcu – riferisce il Consigliere di LeU –, la possibilità di sfruttare l’ospedale di Ozieri per questa opportunità».

«Per rendere fattibile questo – continua – serve però il potenziamento del servizio di anestesia, in quanto attualmente a Ozieri ci sono solo 5 anestesisti che operano, tra l’altro, in tutto il territorio».
In un altro passaggio del suo discorso Cocco, facendo riferimento alla vecchia riforma sanitaria che prevede Alghero 1° livello e Ozieri Dipartimento, si chiede se questa «sia in atto oppure no». «Non è ammissibile – rimarca – che Alghero decida per Ozieri».

Sulle potenzialità non sfruttate a dovere nel nosocomio ozierese, Cocco fa poi riferimento al servizio di radiologia Interventistica. «C’è una legge – spiega – approvata che aveva istituito la Radiologia Interventistica al Segni di Ozieri, sappiamo anche che è un’eccellenza, i numeri e i carichi di lavoro certificati lo dimostrano, e sappiamo che sino ad oggi è stato fatto di tutto perché questa struttura non operi al meglio». Credo che, quando abbiamo le eccellenze, queste le dobbiamo mettere in condizioni di operare al meglio. Questo lo chiedo perché ci sono delle discrasie interpretative o procedurali che vanno a discapito dei pazienti».

«Noi cercheremo di lavorare perché i pazienti siano se non tutti di serie A, almeno tutti di serie B, ma siano considerati tutti a pari dignità», conclude Cocco.

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